S. Sisto, 30 settembre 2011. Grazie al contributo del Consorzio Valle di Starleggia, della Comunità Montana Valchiavenna e della fondazione ProValtellina è stato possibile realizzare il progetto di restauro del Campanile di San Sisto che, oltre ad essere il simbolo del Consorzio, è anche l’unico fabbricato di possesso dello stesso. Si tenga presente che suddetto campanile è fabbricato civile, non religioso, più precisamente esso è la Torre Civica del Comune.

L’importanza storica del manufatto è indubbia: la sua fondazione risale a epoca romana quando fungeva da torre di guardia appartenente al sistema di comunicazioni ( a segnali codificati di fuochi e bandiere) che, partendo dalla capitale attraversava la Valchiavenna per giungere ai remoti confini settentrionali dell’Impero.
Cadde poi in disuso in epoca medioevale per essere rimeso in funzione sotto il dominio Grigione. A seguito delle invasioni spagnole a cavallo tra il secondo e terzo decennio del 1600 fu oggetto di ordine di demolizione come tutte le fortificazioni della vallata: per sfuggirvi fu convertito in campanile unendo così la funzione di guardia con quella religiosa.

La funzione di segnale è rimasta tale per lungo tempo anche a difesa della popolazione locale quando, dedita per sopravvivenza al contrabbando, utilizzava la campana (la “cagneta dàl Sist”) per avvisare del pericolo d’incursioni di militari durante le guerre o da parte degli addetti al
controllo (Guardia di Finanza, Polizei, etc.) o in caso di calamità. Per questo la campana e il campanile sono tanto sacri agli occhi e al cuore dei valligiani fino al punto che il messaggio di tutela all’incolumità degli stessi fosse tanto potente da vietarne l’uso per annunciare agonie.
Il restauro di oggi ha previsto la realizzazione del rifacimento del tetto, della pulitura delle facciate, nonchè la dotazione di un impianto d’illuminazione, l’intervento sulla campana e la sistemazione dell’accesso.
A primavera verrà organizzata l’inaugurazione ufficiale.

