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	<title>CONSORZIO VALLE DI STARLEGGIA &#187; montanari contadini</title>
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		<title>Le patate di Starleggia tradizione da conservare</title>
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		<pubDate>Tue, 01 May 2012 16:03:02 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Amate dagli chef stellati &#8211; articolo apparso su &#8220;IL GIORNO&#8221; del 27/03/12 <p>Si sa il menù della Valchiavenna è ricco di piatti buoni e sostanziosi. La brisaola, i pizzoccheri bianchi di Chiavenna, i biscotti di Prosto e presto anche le patate del comune di Campodolcino</p> <p>di Davide Tarabini</p> <p>Campodolcino, 26 marzo 2012 &#8211; La brisaola e i pizzoccheri <span style="color:#777"> . . . &#8594; Read More: <a href="http://www.starleggia.it/?p=972">Le patate di Starleggia tradizione da conservare</a></span>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<h1>Amate dagli chef stellati &#8211; articolo apparso su &#8220;IL GIORNO&#8221; del 27/03/12</h1>
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<p>Si sa il menù della Valchiavenna è ricco di piatti buoni e sostanziosi. La brisaola, i pizzoccheri bianchi di Chiavenna, i biscotti di Prosto e presto anche le patate del comune di Campodolcino</p>
<p>di Davide Tarabini</p>
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<div><img title="patate" src="http://www.ilgiorno.it/sondrio/cronaca/2012/03/26/687404/images/1172786-patate_2.jpg" border="0" alt="patate" width="408" height="228" /></div>
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<p>Campodolcino, 26 marzo 2012 &#8211; La brisaola e i pizzoccheri bianchi di Chiavenna, i biscottini di Prosto e presto anche le patate di Starleggia. Nel ricco e prelibato menù della Valchiavenna ecco affacciarsi un prodotto emergente, che punta a raggiungere una specifica tutela e guadagnarsi spazio tra le tipicità della gastronomia valchiavennasca. &#8220;L’idea di riprendere la coltura della patata di Starleggia (località montana nel Comune di Campodolcino) ha preso avvio nel 2007 grazie ad un’iniziativa del Consorzio Valle di Starleggia &#8211; spiega Cristian Pavioni, componente del Consorzio &#8211; nel tentativo di recuperare una coltivazione che stava ormai scomparendo.</p>
<p>Abbiamo verificato la disponibilità dei proprietari a concedere in comodato i terreni all’Associazione Mato Grosso che si sarebbe occupata delle coltivazioni&#8221;. &#8220;La risposta dei privati è stata molo buona &#8211; racconta soddisfatto Pavioni &#8211; tanto che sono stati messi a disposizione in poco tempo diversi campi e attualmente sono circa 40 quelli che vengono lavorati. Si tratta talvolta di campi piccoli, legati anche alla notevole parcellizzazione dei terreni in quota, e che, per il meccanismo di rotazione non sempre sono coltivati ma consentono comunque una produzione annuale di circa 40 quintali di patate&#8221;.</p>
<p>Negli utlimi anni anche Legambiente ha coltivato alcuni campi, moltiplicando così le sementi e recuperando tutte e cinque le originarie tipologie di patate: rosse, blu, viola e due tipi di bianche. La patata di Starleggia è coltivata in quota, sopra i 1200 metri di altitudine nelle frazioni composte oggi da case di villeggiatura di Splughetta e Starleggia (1550 metri) ed è riconosciuta dagli chef più preparati, come una delle patate più rinomate, tanto da guadagnarsi minuziose descrizioni in diverse pubblicazioni come «Gente di montagna, ricordi di Starleggia» di Luciano Scaramella.</p>
<p>&#8220;È un prodotto di alta qualità, perché cresce in altitudine e quindi lontano da insetti e funghi, è coltivata senza l’uso di pesticidi e iterreni, in sponda, sono fertilizzati con stallatico naturale di mucche che si nutrono esclusivamente dell’erba dei pascoli, cosa che non è secondaria, ma permette di conservare caratteristiche di biodiversità alle patate&#8221; spiega ancora Pavioni che insieme ai chiavennaschi Lucio Lorenzini e Antonio Scaramellini compone un Comitato tecnico che sta valutando l’opportunità di costituire l’associazione «Amici della Patata di Starleggia» e insieme al MuViS di Campodolcino. Enrica Guanella direttrice del MuVis: &#8220;C’è interesse e al primo incontro ha partecipato un gruppetto di 15 persone&#8221;.</p>
<p>di Davide Tarabini</p>
<p>Clicca qui per vedere il video di ECHI sulla coltivazione delle patate a Starleggia: <a href="http://www.youtube.com/watch?feature=player_detailpage&amp;v=0TzPGszC29M">le patate di Starleggia</a></p>
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		<title>La raccolta dei &#8220;tartifoi&#8221; 26 settembre 2010</title>
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		<pubDate>Mon, 27 Sep 2010 16:40:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[cultura]]></category>
		<category><![CDATA[montanari contadini]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>

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		<description><![CDATA[E&#8217; andato molto bene quest&#8217;anno il raccolto delle patate. Da quest&#8217;anno sono in vendita oltre alle bianche e alle rosse (&#8220;di Sècret&#8221;) anche quelle della varietà a buccia e polpa blu (Valtellina). Si possono acquistare rivolgendosi ai responsabili dell&#8217;Operazione Mato Grosso di Chiavenna. L&#8217;intero ricavato andrà devoluto alle missioni dell&#8217;America Latina. Un grazie particolare <span style="color:#777"> . . . &#8594; Read More: <a href="http://www.starleggia.it/?p=609">La raccolta dei &#8220;tartifoi&#8221; 26 settembre 2010</a></span>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<h2>E&#8217; andato molto bene quest&#8217;anno il raccolto delle patate. Da quest&#8217;anno sono in vendita oltre alle bianche e alle rosse (&#8220;di Sècret&#8221;) anche quelle della varietà a buccia e polpa blu (Valtellina).</h2>
<h2>Si possono acquistare rivolgendosi ai responsabili <a href="http://www.operazionematogrosso.it/">dell&#8217;Operazione Mato Grosso </a>di Chiavenna. L&#8217;intero ricavato andrà devoluto alle missioni dell&#8217;America Latina.</h2>
<h2>Un grazie particolare ai volontari dell&#8217;O.M.G. e ai compaesani che hanno messo a disposizione i campi gratuitamen<a href="http://www.starleggia.it/wp/wp-content/uploads/2010/09/al-lavoro.jpg"><img class="size-medium wp-image-618 alignleft" title="raccolta" src="http://www.starleggia.it/wp/wp-content/uploads/2010/09/al-lavoro-300x225.jpg" alt="" width="198" height="149" /></a>te. <a href="http://www.valchiavennawebtv.org/associazioni/Consorzio%20Starleggia/patate">Cliccando qui pui vedere il video di settembre 2009 da valchiavennawebtv</a>.<a href="http://www.starleggia.it/wp/wp-content/uploads/2010/09/ptatablu.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-612" title="patata blu" src="http://www.starleggia.it/wp/wp-content/uploads/2010/09/ptatablu-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a><br />
<a href="http://www.starleggia.it/wp/wp-content/uploads/2010/09/pulizia-2-patate.jpg"><img class="size-medium wp-image-613 alignleft" title="pulizia delle patate" src="http://www.starleggia.it/wp/wp-content/uploads/2010/09/pulizia-2-patate-300x225.jpg" alt="" width="190" height="143" /></a></h2>
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		<title>LE PATATE DI STARLEGGIA BUONE E “SOLIDALI”</title>
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		<pubDate>Mon, 02 Aug 2010 07:14:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[cucina]]></category>
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		<description><![CDATA[<p>tratto dall&#8217;Almanacco agricolo valtellinese 2010</p> <p>Cronache di Valchiavenna</p> <p>LE PATATE DI STARLEGGIA BUONE E “SOLIDALI”</p> <p>Il progetto dei volontari dell&#8217;operazione Mato Grosso</p> DI STEFANO BARBUSCA Agricoltura e solidarietà, l&#8217;accoppiata è senza dubbio vincente&#8230; E&#8217; lo spirito che, da quattro anni, anima l&#8217;attività promossa dal Consorzio della Valle di Starleggia (Campodolcino) e dei volontari dell&#8217;Operazione <span style="color:#777"> . . . &#8594; Read More: <a href="http://www.starleggia.it/?p=544">LE PATATE DI STARLEGGIA BUONE E “SOLIDALI”</a></span>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><em>tratto dall&#8217;Almanacco agricolo valtellinese</em> 2010</p>
<p>Cronache di Valchiavenna</p>
<p>LE PATATE DI STARLEGGIA BUONE E “SOLIDALI”</p>
<p>Il progetto dei <a href="http://www.operazionematogrosso.it/">volontari dell&#8217;operazione Mato Grosso</a></p>
<div id="_mcePaste">DI STEFANO BARBUSCA</div>
<div id="_mcePaste">Agricoltura e solidarietà, l&#8217;accoppiata è senza dubbio vincente&#8230; E&#8217; lo spirito che, da quattro anni, anima l&#8217;attività promossa dal Consorzio della Valle di Starleggia (Campodolcino) e dei volontari dell&#8217;Operazione Mato Grosso, impegnati nella coltivazione della particolare patata di Starleggia.</div>
<div id="_mcePaste">Come ben sanno gli appassionati di cucina, si tratta di una vera e propria specialità locale. Un ingrediente per piatti tipici che hanno i sapori ricercati da abili chef, ma anche quelli della fatica di chi, in passato, ha vissuto su queste montagne.</div>
<div id="_mcePaste">«Le patate costituivano un sostituto della farina nell&#8217;alimentazione di Starleggia &#8211; spiega dal Consorzio Cristian Pavioni -. Fino agli anni sessanta non esisteva una carrozzabile da Campodolcino e il trasporto di generi alimentari era molto difficoltoso. Si è conservato uno stile di cucina povero e basato sui pochi ingredienti disponibili in alta quota: formaggi del posto, orzo e patate. Nel menù tipico di Starleggia ci sono vere e proprie specialità apprezzate da moltissimi intenditori». Ne dà la conferma anche Luciano Scaramella nel libro “<a href="http://www.starleggia.it/wp/?p=348">Gente di montagna, ricordi di Starleggia dal 1930 al 1970” (Polaris, 2009)</a>. «Pochi sanno che la patata di Starleggia è considerata una delle più pregiate al mondo &#8211; spiega Scaramella -. E&#8217; sorprendente per gusto, friabilità e consistenza al tempo. Ogni famiglia, nel secolo scorso, aveva diversi campi e riusciva a racimolare dai due ai quattro quintali di patate. Venivano conservate nella “chianua”, la cantina. Queste patate cominciarono ad essere molto ricercate, e molti viaggiatori si fermavano a mangiarle in un&#8217;antica osteria di Gallivaggio».</div>
<div id="_mcePaste">L&#8217;abbandono dei campi</div>
<div id="_mcePaste">Starleggia negli anni sessanta aveva circa cinquecento abitanti e fino alla metà degli anni &#8217;80 era ancora attiva la scuola elementare. Anche la parrocchia dedicata a Cristo Re, nel 1982, è stata unita a quella di Campodolcino. Il paese non è più abitato in inverno, perché da una ventina d&#8217;anni non viene più garantita la pulizia della strada per Campodolcino. Gli ultimi residenti si sono trasferiti nelle principali frazioni del comune e negli altri paesi della Valchiavenna. Nel periodo estivo, centinaia di persone tornano in quota per trascorrere le ferie nelle seconde case.</div>
<div id="_mcePaste">Il progetto</div>
<div id="_mcePaste">Gli appezzamenti sono situati fra le frazioni di Splughetta, il primo nucleo di case che s&#8217;incontra salendo da Campodolcino (1350 m di quota) e Starleggia (1550). Si trovano in una zona caratterizzata da un&#8217;alta piovosità: anche questo è un aspetto vantaggioso.</div>
<div id="_mcePaste">Grazie a questo progetto è iniziata anche un&#8217;attività di ripristino dei terrazzamenti. «L&#8217;idea è nata dall&#8217;incontro fra alcuni volontari dell&#8217;Omg e il nostro paese &#8211; prosegue Pavioni -. La gente di Starleggia ha prestato gratuitamente i campi per otto anni ai volontari.</div>
<p><img class="alignleft size-medium wp-image-380" title="la raccolta delle patate a &quot;chiem(p) marc(h)&quot;" src="http://www.starleggia.it/wp/wp-content/uploads/2010/07/CIMG1141-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></p>
<div id="_mcePaste">I ragazzi coltivano i terreni con passione e abilità. Si inizia al termine dell&#8217;inverno. Si parte con la concimazione, effettuata con l&#8217;utilizzo di concime fornito dai contadini della zona, poi dopo alcune settimane arriva il momento della semina. Si è cercato di conservare le semenze originali. Le condizioni particolari del clima permettono di evitare l&#8217;utilizzo di sostanze chimiche. Si può parlare, quindi, di prodotti completamente biologici».</div>
<div id="_mcePaste">La solidarietà</div>
<div id="_mcePaste">Il ricavato della vendita viene utilizzato per sostenere le attività delle missioni in Sudamerica dell&#8217;associazione che, in Valchiavenna, può contare su decine di volontari.</div>
<div id="_mcePaste">Il raccolto è abbondante: ogni anno si parla di 40 quintali di patate, che vengono vendute dai volontari dell&#8217;Omg di Chiavenna. L&#8217;apprezzamento raccolto è decisamente elevato: le patate di Starleggia sono speciali per chi riceve un aiuto grazie a questa iniziativa, ma anche per chi le acquista e si mette ai fornelli. Le ricette sono tante e tutte gustose: con le patate si preparano squisiti primi, secondi e contorni.</div>
<div id="_mcePaste">Il paese</div>
<div id="_mcePaste">C&#8217;è chi affronta la salita in mountain-bike e chi sceglie la corsa, ma non mancano gli escursionisti che salgono in auto fino in paese e poi s&#8217;incamminano sui sentieri che portano, solo per citare alcuni possibili itinerari, nella splendida piana di San Sisto, al Pizzo Quadro, all&#8217;Alpe del Servizio o al Pian dei Cavalli. Starleggia è una meta ideale per una passeggiata da Campodolcino, sia durante la bella stagione che in inverno, quando con le ciaspole o gli sci e le pelli di foca si possono gustare tranquillità e panorami emozionanti. Non c&#8217;è soltanto la vista delle cime della Valle Spluga a catturare l&#8217;attenzione degli amanti della natura. Le particolarità di un borgo alpino dove vecchie abitazioni e fienili sono affiancati da costruzioni più moderne, ma quasi sempre curate, conquistano tutti i visitatori. Ma il paese della Val San Giacomo è anche un ottimo punto di partenza per chi vuole affrontare percorsi più impegnativi, sia per escursionisti poco allenati che per alpinisti più esperti. E se il Consorzio si è occupato, insieme al comune di Campodolcino, della regolamentazione del traffico sulla strada che dalla zona del Riee porta alla cava e del blocco delle motoslitte non autorizzate, l&#8217;assenza di strutture per un turismo intensivo costituisce la miglior arma per tutelare l&#8217;ambiente.</div>
<div id="_mcePaste">«Come Consorzio si è discusso più volte del possibile sviluppo turistico &#8211; rileva Cristian Pavioni -. L&#8217;obiettivo è una prospettiva completamente diversa rispetto all&#8217;altra sponda del Liro. Non c&#8217;è alcuna volontà di dare vita a uno sfruttamento intensivo della zona. Siamo decisi a puntare sulla conservazione del patrimonio culturale, con una costante attenzione alla tutela ambientale e agli aspetti storici».</div>
<p>DI STEFANO BARBUSCA<br />
Agricoltura e solidarietà, l&#8217;accoppiata è senza dubbio vincente&#8230; E&#8217; lo spirito che, da quattro anni, anima l&#8217;attività promossa dal Consorzio della Valle di Starleggia (Campodolcino) e dei volontari dell&#8217;Operazione Mato Grosso, impegnati nella coltivazione della particolare patata di Starleggia.<br />
Come ben sanno gli appassionati di cucina, si tratta di una vera e propria specialità locale. Un ingrediente per piatti tipici che hanno i sapori ricercati da abili chef, ma anche quelli della fatica di chi, in passato, ha vissuto su queste montagne.<br />
«Le patate costituivano un sostituto della farina nell&#8217;alimentazione di Starleggia &#8211; spiega dal Consorzio Cristian Pavioni -. Fino agli anni sessanta non esisteva una carrozzabile da Campodolcino e il trasporto di generi alimentari era molto difficoltoso. Si è conservato uno stile di cucina povero e basato sui pochi ingredienti disponibili in alta quota: formaggi del posto, orzo e patate. Nel menù tipico di Starleggia ci sono vere e proprie specialità apprezzate da moltissimi intenditori». Ne dà la conferma anche Luciano Scaramella nel libro “Gente di montagna, ricordi di Starleggia dal 1930 al 1970” (Polaris, 2009). «Pochi sanno che la patata di Starleggia è considerata una delle più pregiate al mondo &#8211; spiega Scaramella -. E&#8217; sorprendente per gusto, friabilità e consistenza al tempo. Ogni famiglia, nel secolo scorso, aveva diversi campi e riusciva a racimolare dai due ai quattro quintali di patate. Venivano conservate nella “chianua”, la cantina. Queste patate cominciarono ad essere molto ricercate, e molti viaggiatori si fermavano a mangiarle in un&#8217;antica osteria di Gallivaggio».<br />
L&#8217;abbandono dei campi<br />
Starleggia negli anni sessanta aveva circa cinquecento abitanti e fino alla metà degli anni &#8217;80 era ancora attiva la scuola elementare. Anche la parrocchia dedicata a Cristo Re, nel 1982, è stata unita a quella di Campodolcino. Il paese non è più abitato in inverno, perché da una ventina d&#8217;anni non viene più garantita la pulizia della strada per Campodolcino. Gli ultimi residenti si sono trasferiti nelle principali frazioni del comune e negli altri paesi della Valchiavenna. Nel periodo estivo, centinaia di persone tornano in quota per trascorrere le ferie nelle seconde case.<br />
Il progetto<br />
Gli appezzamenti sono situati fra le frazioni di Splughetta, il primo nucleo di case che s&#8217;incontra salendo da Campodolcino (1350 m di quota) e Starleggia (1550). Si trovano in una zona caratterizzata da un&#8217;alta piovosità: anche questo è un aspetto vantaggioso.<br />
Grazie a questo progetto è iniziata anche un&#8217;attività di ripristino dei terrazzamenti. «L&#8217;idea è nata dall&#8217;incontro fra alcuni volontari dell&#8217;Omg e il nostro paese &#8211; prosegue Pavioni -. La gente di Starleggia ha prestato gratuitamente i campi per otto anni ai volontari. I ragazzi coltivano i terreni con passione e abilità. Si inizia al termine dell&#8217;inverno. Si parte con la concimazione, effettuata con l&#8217;utilizzo di concime fornito dai contadini della zona, poi dopo alcune settimane arriva il momento della semina. Si è cercato di conservare le semenze originali. Le condizioni particolari del clima permettono di evitare l&#8217;utilizzo di sostanze chimiche. Si può parlare, quindi, di prodotti completamente biologici».<br />
La solidarietà<br />
Il ricavato della vendita viene utilizzato per sostenere le attività delle missioni in Sudamerica dell&#8217;associazione che, in Valchiavenna, può contare su decine di volontari.<br />
Il raccolto è abbondante: ogni anno si parla di 40 quintali di patate, che vengono vendute dai volontari dell&#8217;Omg di Chiavenna. L&#8217;apprezzamento raccolto è decisamente elevato: le patate di Starleggia sono speciali per chi riceve un aiuto grazie a questa iniziativa, ma anche per chi le acquista e si mette ai fornelli. Le ricette sono tante e tutte gustose: con le patate si preparano squisiti primi, secondi e contorni.<br />
Il paese<br />
C&#8217;è chi affronta la salita in mountain-bike e chi sceglie la corsa, ma non mancano gli escursionisti che salgono in auto fino in paese e poi s&#8217;incamminano sui sentieri che portano, solo per citare alcuni possibili itinerari, nella splendida piana di San Sisto, al Pizzo Quadro, all&#8217;Alpe del Servizio o al Pian dei Cavalli. Starleggia è una meta ideale per una passeggiata da Campodolcino, sia durante la bella stagione che in inverno, quando con le ciaspole o gli sci e le pelli di foca si possono gustare tranquillità e panorami emozionanti. Non c&#8217;è soltanto la vista delle cime della Valle Spluga a catturare l&#8217;attenzione degli amanti della natura. Le particolarità di un borgo alpino dove vecchie abitazioni e fienili sono affiancati da costruzioni più moderne, ma quasi sempre curate, conquistano tutti i visitatori. Ma il paese della Val San Giacomo è anche un ottimo punto di partenza per chi vuole affrontare percorsi più impegnativi, sia per escursionisti poco allenati che per alpinisti più esperti. E se il Consorzio si è occupato, insieme al comune di Campodolcino, della regolamentazione del traffico sulla strada che dalla zona del Riee porta alla cava e del blocco delle motoslitte non autorizzate, l&#8217;assenza di strutture per un turismo intensivo costituisce la miglior arma per tutelare l&#8217;ambiente.<br />
«Come Consorzio si è discusso più volte del possibile sviluppo turistico &#8211; rileva Cristian Pavioni -. L&#8217;obiettivo è una prospettiva completamente diversa rispetto all&#8217;altra sponda del Liro. Non c&#8217;è alcuna volontà di dare vita a uno sfruttamento intensivo della zona. Siamo decisi a puntare sulla conservazione del patrimonio culturale, con una costante attenzione alla tutela ambientale e agli aspetti storici».
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		<title>Patate e orzo: vecchie colture rinate</title>
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		<pubDate>Thu, 29 Jul 2010 13:19:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>L&#8217;abbandono dei campi di patate [tartiföi] e di orzo [biéva] ha lasciato spazio, a partire dagli anni &#8217;70 all&#8217;invasione di specie infestanti come gli epilòbi e gli ontani. Inoltre si sono diffuse specie arboree a foglia caduca come aceri e frassini.</p> <p>Questo mutamento aumenta il pericolo d&#8217;incendio, l&#8217;avvicinamento di specie selvatiche alle case, e <span style="color:#777"> . . . &#8594; Read More: <a href="http://www.starleggia.it/?p=530">Patate e orzo: vecchie colture rinate</a></span>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;">L&#8217;abbandono dei campi di patate [<em>tartiföi</em>] e di orzo [<em>biéva</em>] ha lasciato spazio, a partire dagli anni &#8217;70  all&#8217;invasione di specie infestanti come gli epilòbi e gli ontani. Inoltre si sono diffuse specie arboree a foglia caduca come aceri e frassini.</span></span></p>
<p><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;">Questo mutamento aumenta il pericolo d&#8217;incendio, l&#8217;avvicinamento di specie selvatiche alle case, e soprattutto la stabilità delle sponde e del manto nevoso, che qui raggiunge altezze considerevoli (fino a 5m).</span></span></p>
<p><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;">Questo con lo spreco dell&#8217;abbandono, la nostalgia colturale e culturale di un mondo agricolo montano figlio di sani equilibri tra uomo e natura ci ha fatto pensare ad un progetto di recupero di quelle colture che caratterizzavano sia i ritmi della vita contadina in questi luoghi che le prelibate pietanze locali.</span></span></p>
<p><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;">Dal 2007, grazie alle generose concessioni di comodato dei proprietari degli appezzamenti e all&#8217;altrettanto generoso lavoro dei volontari dell&#8217;associazione  ”Operazione Mato Grosso”, si è potuto realizzare il progetto di ripartire con la coltivazione dei  <em>tartiföi. </em></span></span></p>
<p><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;">Un idea che ci è parsa bella e soprattutto buona.</span></span></p>
<p><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;">Bella perché la bellezza del lavoro che genera frutti dalla terra è unica come le piante di patate fiorite [<em>tapèdt</em>]. </span></span></p>
<p><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;">Buona perché buone come le patate di qua non ce n&#8217;è, sane saporite e naturali. Infatti i parassiti tipici della pianta non sopravvivono a queste quote, non c&#8217;è bisogno di chimica, neanche per la fertilizzazione, per la quale si utilizza stallatico naturale.</span></span></p>
<p><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;">Buona anche perché il ricavato della vendita finisce per intero alle missioni dell&#8217; “Operazione Mato Grosso”(OMG).</span></span></p>
<p><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;">In poco tempo la memoria della bontà del prodotto s&#8217;è risvegliata e la produzione si è rivelata insufficiente rispetto alle richieste (nel 2009 42q).</span></span></p>
<p><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;">Dal 2008 anche Legambiente è partita con un progetto omologo.</span></span></p>
<p><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;">Nel 2009 si è ripartiti anche con la coltura dell&#8217;orzo a cura dell&#8217;OMG. <a href="http://www.valchiavennawebtv.org/associazioni/consorzio%20Starleggia/orzo">Cliccando qui puoi vedere il video da valchiavennawebtv.</a></span></span></p>
<p><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;">Da ricordare le applicazioni culinarie di questi prodotti che non meritano certo di andar perdute; infatti l&#8217;orzo veniva utilizzato principalmente in luogo del caffè, le patate venivano utilizzate in tutti i piatti, ma in particolare ricordiamo:</span></span></p>
<p><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><em><a href="http://www.starleggia.it/wp/?p=110">i pizòcar d&#8217;orz, i </a><span style="color: #000000;"><a href="http://www.starleggia.it/wp/?p=110">pizocar d’orz e castegn, </a></span><a href="http://www.starleggia.it/wp/?p=110">i tartiföi con la sfèrzèda, </a><span style="color: #000000;"><a href="http://www.starleggia.it/wp/?p=110">fet e riis, menestra spuseda, taragna (coi tartiföi), i fritui cont&#8217;i tartiföi.</a></span></em></span></span></p>
<p><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><em><span style="color: #000000;"><br />
</span></em></span></span></p>
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<div class="field-label">video:</div>
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		<title>Tartiföi</title>
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		<pubDate>Fri, 23 Jul 2010 18:19:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[cucina]]></category>
		<category><![CDATA[montanari contadini]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>(apparso su Möoves 2008)</p> ETIMOLOGIA Conosciuta presso popolazioni indiane del Sud America con il termine POTATL, deve la sua diffusione sia all’analogo “potato” di derivazione anglosassone che a ”IPOMOEA BATATAS”, suo nome scentifico. La parola KARTOFFEL in uso presso le popolazioni germaniche e del centro Europa deve la sua origine al termine con cui da subito venne chiamato in <span style="color:#777"> . . . &#8594; Read More: <a href="http://www.starleggia.it/?p=362">Tartiföi</a></span>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><span style="color: #800000;"><em><span style="color: #000000;">(apparso su Möoves 2008)</span></em></span></p>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;"><strong><span style="color: #800000;">ETIMOLOGIA</span></strong></div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;">
<div id="_mcePaste">Conosciuta presso popolazioni indiane del Sud America con il termine POTATL, deve la sua diffusione sia all’analogo “potato” di derivazione anglosassone che a ”IPOMOEA BATATAS”, suo nome scentifico.</div>
<div id="_mcePaste">La parola KARTOFFEL in uso presso le popolazioni germaniche e del centro Europa deve la sua origine al termine con cui da subito venne chiamato in Italia questo tubero: Tartifola poiché venne assimilata al tartufo.</div>
<div id="_mcePaste">In ITALIA le patate si differenziano da regione a regione nelle caratteristiche, nel nome e nelle forme. Così accanto alla PUMA DE TERRA novella di Messina possiamo trovare la PATEDA, quarantina bianca genovese tipica dell’ Emilia. Se in Friuli la qualità PATATIS COJONARIIS viene comunemente chiamata CARUFOLE, in Molise la patata lunga</div>
<div id="_mcePaste">di S Biase è conosciuta come TAPANE. In Calabria sulla Sila si produce il PAPAGNO, in Lombardia la qualità di TARTIFOI più particolare proviene proprio dalla nostra valle ed è conosciuta come patata di STARLEGGIA.<a href="http://www.starleggia.it/wp/wp-content/uploads/2010/07/CIMG1141.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-380" title="CIMG1141" src="http://www.starleggia.it/wp/wp-content/uploads/2010/07/CIMG1141-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a></div>
</div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;"><strong><span style="color: #800000;">LA PATATA DI STARLEGGIA</span></strong></div>
<div style="text-align: justify;">Percorrendo la strada che da Chiavenna sale verso il Passo dello Spluga non rimane inosservato il paese di Starleggia aggrappato al fianco della montagna proprio sopra Campodolcino di cui è frazione.</div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;">Il borgo è isolato al tempo delle nevicate invernali e la sua gente da sempre ha dovuto ricavare da quelle sponde tutto ciò di cui aveva bisogno. La necessità, l’esposizione al sole, le capacità agricole degli abitanti di Starleggia hanno permesso a queste terre di produrre una qualità particolare di patate.</div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;"><strong><span style="color: #800000;">DENTRO LA PATATA</span></strong></div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;">Ricche di calcio, fosforo e potassio, la patata è</div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;">un alimento nobile e nutriente, ideale per ogni</div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;">ogni tipo di dieta.</div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;">UNA PATATA E’ COMPOSTA DA:</div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;">acqua 70-80%</div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;">amido 15%</div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;">proteine 2%</div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;">vitamina c 17%</div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;">vitamina b1 0,15%</div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;">vitamina b2 0,04%</div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;">grassi 0,1%</div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;"><strong><span style="color: #800000;">LA RICETTA:</span></strong></div>
<div style="text-align: justify;"><strong> </strong>TARTUFOI A STRENCH</div>
<div style="text-align: justify;"><em>Ingredienti per 4 persone:</em></div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;">
<ul>
<li>1 KG di patate</li>
<li>1 cipolla bionda</li>
<li>1 cucchiaio di olio</li>
<li>una noce di burro</li>
<li>1 bicchiere di vino bianco</li>
<li>magnoca a piacere</li>
<li>erbe aromatiche</li>
</ul>
</div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;">Affettare finemente la cipolla e le patate.</div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;">Rosolare la cipolla nell’olio e nel burro fino a farla imbiondire.</div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;">Aggiungere le patate e farle rosolare aggiungendo il vino.</div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;">Coprire il tutto con acqua e portare ad ebollizione fino ad ottenere una purea schiacciandolo con un cucchiaio di legno.</div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;">Aggiungere formaggio e erbe aromatiche in polvere</div>
<p style="text-align: justify;">
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		<title>L’architettura locale</title>
		<link>http://www.starleggia.it/?p=86</link>
		<comments>http://www.starleggia.it/?p=86#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 22 Jul 2010 12:08:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[cultura]]></category>
		<category><![CDATA[montanari contadini]]></category>
		<category><![CDATA[cultura edilizia ecocompatibile]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>L&#8217;architettura locale</p> <p style="text-align: justify;">Le caratteristiche architettoniche presentano eccezionale compattezza ed omogeneità. Gli edifici, dalla comune copertura in piòte, (lastre di pietra) sono orientati verso valle, perpendicolarmente alle curve di livello, evidenziando la profonda relazione tra le caratteristiche morfologiche e l’insediamento. </p> <p style="text-align: justify;"></p> <p style="text-align: justify;">L’abitazione [chjè] è costituita dalla parte generalmente <span style="color:#777"> . . . &#8594; Read More: <a href="http://www.starleggia.it/?p=86">L’architettura locale</a></span>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-size: medium;"><span style="color: #000000;"><strong>L&#8217;architettura locale</strong></span></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;"><span style="color: #000000;">Le caratteristiche architettoniche presentano eccezionale compattezza ed omogeneità. Gli edifici, dalla comune copertura in </span><span style="color: #000000;"><em>piòte, (lastre di pietra)</em></span><span style="color: #000000;"> sono orientati verso valle, perpendicolarmente alle curve di livello, evidenziando la profonda relazione tra le caratteristiche morfologiche e l’insediamento. </span></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;"><span style="color: #000000;"><a href="http://www.starleggia.it/wp/wp-content/uploads/2010/07/tecc.jpg"><img class="size-medium wp-image-108 alignleft" title="tecc" src="http://www.starleggia.it/wp/wp-content/uploads/2010/07/tecc-300x276.jpg" alt="" width="300" height="276" /></a></span></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;"><span style="color: #000000;">L’abitazione [chjè] è costituita dalla parte generalmente in muratura di pietra a secco a monte che funge da cucina [cassina] e dalla stüa esposta al sole, che funge da locale soggiorno e camera da letto.Essa è il risultato di un ordito in travi di legno con la tecnica dell’O</span><span style="color: #000000;"><em>pus Cardinatum</em></span><sup><span style="color: #000000;"><em><a name="sdfootnote1anc"></a></em></span></sup><span style="color: #000000;"><em>,</em></span><span style="color: #000000;"> chiamato localmente </span><span style="color: #000000;"><em>chjàrdan</em></span><span style="color: #000000;">.<br />
Caratteristica delle costruzioni dei nuclei residenziali di Starleggia, Splughetta, S. Sisto e Cà de Luc è che le stalle (</span><span style="color: #000000;"><em>tech</em></span><span style="color: #000000;">) sono separate sempre dalle case, cosa che invece non riguarda il resto delle costruzioni degli alpeggi e dei vicini insediamenti omologhi. </span></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;"><span style="color: #000000;">Nel caso dei </span><span style="color: #000000;"><em>tech </em></span><span style="color: #000000;">l&#8217;incastro delle travi, di sezione tonda, lascia vistosi passaggi d&#8217;aria, per consentire la cottura del fieno. </span></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;"><span style="color: #000000;">Al contrario nel nucleo della <em>stüa</em> delle abitazioni i tronchi, di sezione rettangolare, sono incastrati perfettamente, con chiodi in legno intermedi per evitare il disassamento per torsione. Inoltre tra un legno e l&#8217;altro uno strato di muschio assicura la tenuta stagna. Il soffitto in genere è doppiato (un pavimento sopra ed uno sotto, con frapposti trucioli di legno per l&#8217;isolazione termica). Le finestre originarie erano piccole feritoie che venivano sigillate con tessuto e legno nei mesi invernali.</span></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: small;">Il riscaldamento della <em>stüa </em>è garantito dalla<em> pigna, </em>una stufa in pietra di forma esterna cubica sulla quale è possibile stendersi durante l&#8217;accensione. L&#8217;alimentazione del focolare è assicurata dall&#8217;esterno, nella <em>cassina, </em>per evitare il pericolo d&#8217;incendi nel locale interamente in legno. La particolare tecnica costruttiva assicura un&#8217;efficienza termica elevatissima, dell&#8217;ordine di 5kg di legna per 30h ca.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: small;">Gli edifici più recenti (a partire dal XIX° sec) presentano un progressivo calo dell&#8217;uso del legno a favore dell&#8217;uso della muratura in pietra. Molte case originariamente in chjàrdan sono state rivestite in muratura in pietra.</span></p>
<div id="sdfootnote1" style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><a name="sdfootnote1sym"></a>vedasi: <em>Marcii 	Vitruvii Pollionis – de Architectura – libri decem</em></p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><em><span style="color: #ff0000;"><span style="color: #000080;">cliccando qui si può vedere il video di ECHI su </span> <a href="http://www.youtube.com/watch?feature=player_detailpage&amp;v=rxiOrAwFKf8">I CARDEN</a></span></em></p>
<p style="text-align: justify;"><em><span style="color: #3366ff;">cliccando qui si può vedere il video di ECHI sul   <a href="http://www.youtube.com/watch?feature=player_detailpage&amp;v=FNrT6PiC9Fs">COSTRUIRE IN PIETRA</a></span></em></p>
</div>
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